LA PARIGI DI…

Ogni mese, Paris-Lifestyle invita una blogger parigina a condividere la sua visione originale di Parigi. Una buona occasione per conoscere i segreti di Parigi e per scoprire un nuovo blog

Come molti Parigini, adoro godermi Parigi d'estate. Ai bordi della piscina con i grattacieli sullo sfondo, inerpicata in un serpente di vetro, distesa su una sdraio o volteggiando a ritmi elettronici.Seguitemi in 5 hot spot che profumano di vacanze! 1 Piscina da sogno a due passi dagli  Champs ElyséesPer rilassarsi tra un viaggio e l'altro e nuotare tra le palme con i grattacieli sullo sfondo. Davvero stupefacente a Parigi!Fermata della metropolitana : Metro Pont de NeuillyMairie de Puteaux 2 Boutique eccentrica  chic nel  Marais Una linea di calzature dalle linee  disco Patricia Blanchet nella  boutique Outshop che pullula di accessori colorati.Fermata della metropolitana : Metro Etienne Marcel Outshop.fr 3 Déco & Design in un serpente di vetro Pop-up store di stilisti déco & design tutti da scoprire. L’architettura merita una visita. Il panorama anche.Fermata della metropolitana : Metro Quai de la gare Paris Docks en Seine 4 Cocktail cool tra amici lungo la Senna Davanti al Batofar, sdraio e grandi tavoli con musica elettronica in sottofondo per bere un bicchiere in compagnia. Magico al calar della sera.Fermata della metropolitana : Metro Quai de la gareRestaurant Batofar 5 Bagno di mezzanotte elettronico sul lago di Enghien Appuntamento all'aperto, a 15 minuti da Parigi, per vibrare al ritmo di un  DJ set gigante sull'acqua. Appuntamento sabato 16 giugno 2012. Ci incontriamo lì?RER B Fermata Enghien les BainsLes bains numériques  BioUPUPUP !  è il mio blog femminile dedicato ai viaggi dal  2009.Preparatevi a viaggiare con stile e a vivere esperienze fantastiche!Ogni settimana troverete   itinerari di viaggio accattivanti, guida anti routine e indirizzi trendy  per fare shopping in  Europa. Ma anche una buona dose di ispirazione per la prossima  escursione nella natura  in capo al mondo! Appuntamento sul blog di Khlauda : www.upupup.fr Contact : Khlauda MOLLARDeditorial@upupup.fr
Eugeni Quitllet, designer catalanoGrande e luminoso, dai muri di colore bianco immacolato,  l’atelier Eugeni Quitllet, nel 20° arrondissement, è pieno zeppo di sedie variopinte, dalle forme rocambolesche. Il designer catalano di 39 anni padroneggia alla perfezione l'arte di reinventare questo oggetto di vita quotidiana. Di sedie ne ha ideate una quarantina negli ultimi quattro anni, di cui alcune co-firmate con il celebre designer Philippe Starck. «Ci siamo incontrati nell'estate 2001 a Formentera, una piccola isola a sud di Ibiza dove Starck trascorre le vacanze. Sono andato a suonare alla sua porta, con la mia cartelletta sotto braccio, con l'intento di presentargli i miei progetti.» L'affare va a buon fine e, dalla fine dell'estate, Eugeni si stabilisce a Parigi per integrare l'agenzia di Starck.Per il giovane designer, la capitale diventa fonte di ispirazione, un territorio di creazione in cui lavora con passione. «Parigi è una città molto stimolante. Mi sono sempre detto che, se mi ci fossi stabilito, sarebbe stato per sviluppare i miei progetti, per creare degli oggetti.» Oggi è cosa fatta. A Parigi Eugeni avverte l'eco degli artisti che vi si sono trasferiti prima di lui per tentare fortuna. «Penso a Picasso e a Dalí. Talvolta me li immagino mentre passeggiano nei vicoli parigini. E mi chiedo: come si sono sentiti al loro arrivo, in questa città in pieno fermento?»Se dovesse scegliere una sola immagine della capitale? Quella di «Parigi vista dal cielo, la notte, quando l'aereo inizia ad atterrare. Come un faro la torre Eiffel investe la città di luce e io ho l'impressione di planare su una città da sogno.» I suoi indirizziRistorante «Le Dauphin, perché ci ritrovo piatti molto semplici che mi ricordano le tapas spagnole.» 131, av. Parmentier, Parigi 11°. » 131, av. Parmentier, Parigi 11°.Sale da concerti «La Flèche d’Or, una sala molto underground, a cinque minuti da casa mia.» 102 bis, rue de Bagnolet, Parigi 20°. 102 bis, rue de Bagnolet, Parigi 20°.Galleria d'arte «La galleria Kreo, nel 6° arrondissement, che espone sempre oggetti interessanti.» 31, rue Dauphine, Parigi 6°. 31, rue Dauphine, Parigi 6°. 
PETER GUMBEL, giornalista e professore di scienze politiche a ParigiPerché vivere a Parigi, se si può scegliere Londra, Berlino o Mosca? «Per la qualità della vita, si entusiasma Peter Gumbel, giornalista inglese e docente di scienze politiche. È una città a dimensione umana, gestibile. In bicicletta si va da una parte all'altra della città in meno di mezz'ora!» Lui stesso approfitta di questo vantaggio: nei fine settimana scopre la capitale pedalando. Tra i suoi angoli preferiti il bois de Boulogne e Montmartre, dove «vi sono luoghi magici, come la square Caulaincourt, che è minuscola, con un caffè, alcuni alberi e una vista magnifica su Parigi».Come uomo è innamorato della capitale, dei suoi quartieri bohèmien e dei suoi luoghi segreti. Dopo un soggiorno come corrispondente del Wall Street Journal tra 1992 e 1994, vi si è trasferito di nuovo nel 2002 ed è divenuto capo-reporter per la rivista americana Time. «Parigi è una città di un'immensa bellezza, che funziona come una metropoli tedesca: le spazzature raccolte regolarmente, i trasporti pubblici efficienti… È vero che di tanto in tanto vi sono degli scioperi, ma questo fa parte del fascino parigino.»Malgrado la sua passione per la Francia, Peter Gumbel non ne mastica le parole. Nel 2006 pubblica French Vertigo, sul pessimismo francese. «Leggendo i sondaggi su ciò che i francesi pensano del futuro, il quadro generale è molto negativo. In questo paese tutti adorano brontolare, ma questo dà dei risultati!» L’anno scorso è stato pubblicato On achève bien les écoliers, libro in cui questa volta punzecchia il sistema scolastico francese. «Bisogna saper punire coloro a cui si vuole bene», conclude Peter con un sorriso malizioso…I suoi indirizziCafé Le Café de Flore: «semplicemente affascinante. Bisogna sedersi all'interno, insieme agli habitué.»” 172, bd Saint-Germain, Parigi 6°.Ristorante Le Chateaubriand : «un piccolo segreto di Parigi, anche se le guide ne parlano da un pezzo». 129, av. Parmentier, Parigi 11°.Galleria d'arte Le musée des Arts derniers: «una galleria che offre una visione differente della creatività africana». 28, rue Saint-Gilles, Parigi 3°.
Tommy HILFIGER, stilista di prêt-à-porterNel 1969 questo secondogenito di nove fratelli si reca per la prima volta a Parigi. Tommy Hilfiger ha allora 18 anni. Da studente si lancia nella distribuzione di abbigliamento e vende stock di jeans e pantaloni a zampa d'elefante per le vie di New York. Ma è Parigi ad affascinare lo stilista: «Andare nella capitale della moda, anche solo per vedere che aspetto hanno le boutique, è indispensabile. Alloggiavo in un modesto albergo vicino alle Galeries Lafayette. Dalle Halles alla rue Saint-Honoré e agli Champs-Élysées, non smettevo mai di camminare. Sebbene Cardin e Saint Laurent regnassero su Parigi, esisteva anche una moda più casual, quella dei giovani. »Tipica degli studenti di Harvard, influenzati dall'eleganza dei Kennedy, questa moda diviene il suo marchio di fabbrica. Dagli anni '80 lo stilista americano la trasforma in «linea di abiti ampi e comodi, pieni di colore e di dettagli che conferiscono personalità e rendono così fashion.» Profondamente anglosassone, il suo universo preppy (uno chic trendy e casual) non sembra tanto incompatibile con i codici parigini: «Qui il mercato si distingue per la sua raffinatezza. I parigini sono talmente raffinati e, malgrado un certo conservatorismo nell'abbigliamento, non dimenticano mai di rimanere sexy... Assemblano i miei abiti con un tocco di Hermès o un paio di Weston.» Snob, i parigini? «È così che alcuni me li descrivono. Ma ho scoperto persone molto calorose. Basta esserlo in prima persona perché lo diventino anche loro.»I suoi indirizziRistorante «A Parigi, quando non lavoro, mangio! Apprezzo in particolare il ristorante Chez l’Ami Louis. »32, rue Vertbois, Parigi 3°. Hotel «Quando sono qui soggiorno in genere al Plaza Athénée. »25, av. Montaigne, Parigi 8°. Boutique «Il magazzino di prêt-à-porter britannico Old England è uno dei miei preferiti. » 12, bd des Capucines, Parigi 9°.
Quando è arrivata a Parigi una decina di anni fa, Liza Fetissova aveva una sola idea, «importare dalla Russia» alla Francia: «Soprattutto fotografia. Anche gli specialisti del settore conoscono solo due o tre grandi fotografi russi.» Dopo un master in gestione culturale, la giovane moscovita realizza il suo sogno: nel 2007 apre la sua galleria *. A 31 anni si afferma come una delle più giovani galleriste della capitale. Dedicata alla promozione dei fotografi del suo paese, Russiantearoom diviene presto un punto di riferimento. Liza Fetissova vi scova alcuni artisti in voga, come Oleg Dou, celebre per i suoi ritratti di bambini dal volto pallido. Lavora anche con foto-giornalisti, come Sergey Maximishin. Dedicata alla promozione dei fotografi del suo paese, Russiantearoom diviene presto un punto di riferimento. Liza Fetissova vi scova alcuni artisti in voga, come Oleg Dou, celebre per i suoi ritratti di bambini dal volto pallido. Lavora anche con foto-giornalisti, come Sergey Maximishin. Per Liza, Parigi è una città affascinante e ammirabile per la sua architettura e il suo stile di vita. Ed è soprattutto un territorio di espressione personale che le ha permesso di affermarsi come gallerista. «In Russia ci sono pochissime professioni. O sei avvocato o medico oppure dai lezioni, come ho fatto io. Qui si può scegliere il proprio mestiere…» E, a giudicare dall'accoglienza entusiastica del pubblico parigino, non ha sbagliato strada. «Fin dall'inizio mi è stato dato sostegno. Ma i collezionisti francesi sono difficili da sedurre. Bisogna stuzzicarli e guadagnarsi la loro fiducia.» In fin dei conti, la qualità del lavoro dei fotografi che la gallerista espone è convincente. «Il pubblico non è stupido, sa distinguere il bello dal brutto», riconosce, non senza orgoglio. * Russiantearoom: 1, av. Trudaine, Parigi 9° (rtrgallery.com). I suoi indirizziDrogheria Gastronomie Russe, «dove acquisto specialità del mio paese». Delicatessen Gastronomie Russe, 130, bd du Montparnasse, Parigi 14°. Ristorante La Cagouille, «che serve il miglior pesce del mercato e assicura un servizio eccellente». 10, place Constantin-Brancusi, Parigi 14°. Galleria Agathe Gaillard, la più antica galleria fotografica di Parigi. 3, rue du Pont-Louis-Philippe, Parigi 4°. Museo Le musée Rodin, con il suo piccolo parco, «un angolo molto riposante». 79, rue de Varenne, Parigi 7°.