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Video di luoghi e persone che danno lustro alla Capitale

I grandi nomi dell'arte contemporanea buttati in prigione! Fino al 6 gennaio, la Conciergerie rinchiude tra le sue mura una selezione inedita e tematica della prestigiosa collezione PinaultAlcuni l'hanno scoperta a Lille o a Mosca. Altri hanno fatto un viaggio fino a Venezia dove, presso il Palazzo Grassi e la Punta della Dogana, le sue opere guida sono state svelate attraverso mostre temporanee, rispettivamente dal 2006 e dal 2009. L'immensa collezione d'arte contemporanea di François Pinault, ex presidente del gruppo PPR, viene presentata ovunque. Eppure, a Parigi, è una grande prima! Per svelare i suoi tesori ai parigini, Pinault ha messo gli occhi su uno scrigno di prima scelta: la Conciergerie, prima dimora reale della capitale, diventata prigione durante la Rivoluzione francese, oggi gestita dal Centro dei monumenti nazionali. Un carcere gotico riconvertito in tempio dell'arte contemporanea? Questa scelta non è stata fatta per caso. Infatti, le volte oscure della Conciergerie, dove la regina Maria Antonietta fu imprigionata, sono il luogo ideale per mettere in scena il tema scelto dalla curatrice della mostra, Caroline Bourgeois: la reclusione. Opere spettacolari, esposte per la prima volta Su una superficie di oltre 1500 m2, la mostra À triple tour è composta da una cinquantina di pezzi, per la maggior parte inediti, che vanno dall'installazione monumentale al video, passando attraverso la pittura, la scultura e la fotografia. Il casting espone non meno di ventidue artisti internazionali, tra cui le star emblematiche della scuderia Pinault, come Damien Hirst, ossessionato dalla malattia e dalla decadenza. Sin dall'inizio della mostra, il visitatore si ritrova preso in trappola ne La Gabbia di Michelangelo Pistoletto. L'Italiano, cofondatore, negli anni '60, del movimento dell'Arte Povera, confonde la nostra percezione visiva tramite un sapiente gioco di specchi che provoca la sensazione dell'incarcerazione. Nel seguito del percorso, diviso in due parti, l'angoscia aumenta, con opere forti di Bill Viola, Tetsumi Kudo, Chen Zhen e Mona Hatoum, che esplorano tutte le forme di reclusione, non solo fisica ma anche psichica o affettiva. L'esperienza carceraria si chiude con un'opera intrisa di humor, creata appositamente dal duetto belga Jos de Gruyter e Harald Thys. Tra le mura della Conciergerie, l'arte è una finestra. À triple tour, Collezione Pinault, fino al 6 gennaio 2014. Conciergerie: 2, boulevard du Palais, Parigi 1° arrondissement (conciergerie.monuments-nationaux.fr).Photos : 1. The Past is a Foreign Country de Friedrich Kunath (2011). 2. Hall of Whispers, installazione di Bill Viola (1995).DOSSIER REALISE PAR MALIKA BAUWENS © Joshua White, 2011. Courtesy : BQ, Berlin ; Blum & Poe, Los Angeles ; Andrea Rosen Gallery, New York ; White Cube, London © Mattea De Fina ; Bill Viola. Courtesy : ARTIUM of Alava, Vitoria-Gasteiz © Gert Voor in't Holt ; Picon & Picon ; Diane Arques
Il Louvre e il museo del Bargello a Firenze si associano per raccontare la genesi di quest'importante movimento artistico e culturale che nasce a Firenze all'inizio del XV secolo. Una mostra di questo genere, nel mondo, non era stata organizzata da vent'anni.Che Firenze sia la culla del Rinascimento, questo grande cambiamento culturale che si è diffuso in tutta Europa nel XV e XVI secolo, non è un segreto per nessuno. All'epoca, Firenze è una grandissima città, di oltre 100.000 abitanti, ricca, in cui fiorisce il commercio e con un'importante tradizione artistica. È la città di Dante. Ma per Marc Bormand, curatore del Printemps de la Renaissance, questa mostra "dovrebbe consentire al pubblico di vedere le cose in maniera diversa poiché dimostrerà che, contrariamente ad un luogo comune, il Rinascimento italiano e fiorentino non è inizialmente una questione di pittura bensì di scultura e di architettura. All'inizio del XV secolo è la scultura ad essere innovativa".Idee attinte dall'Antichità In questi anni del Quattrocento, la repubblica di Firenze si costruisce un'immagine di erede della Repubblica romana. Per mostrare la sua superiorità, la città attua una politica di grandi cantieri (il battistero e la facciata della cattedrale, il campanile, ecc...) che saranno l'occasione per gli scultori di rinnovarsi. Come rappresentare la natura umana? Donatello ne dà un brillante esempio con il suo San Ludovico di Tolosa. Questo "capolavoro della mostra" secondo Marc Bormand, è una scultura di 2,70 m commissionata per l'esterno della chiesa di Orsanmichele. La piega del vestito non è più fissa, si indovina il corpo, il viso lascia apparire le emozioni... L'opera San Matteo di Lorenzo Ghiberti, presentata anch'essa, annuncia la ricomparsa delle immense sculture in bronzo che, dall'Antichità, erano sparite. Grazie ai bassorilievi di Donatello, la mostra racconta anche l'invenzione della prospettiva matematica con il punto di fuga posto al centro. Vi si vede la rinascita del genere equestre, le splendide terrecotte smaltate di Luca della Robbia e la comparsa degli "spiritelli", tali figure, derivate dai sarcofaghi antichi, diventeranno un segno visibile del nuovo stile. Queste prime creazioni vengono messe in parallelo con opere dell'Antichità da dove gli artisti hanno attinto la materializzazione delle proprie idee. La mostra si chiude con una serie di busti fiorentini, tra cui quello di Cosimo de' Medici: ci troviamo in una nuova fase del Rinascimento con lo sviluppo del mecenatismo privato legato all'egemonia dei Medici. Le Printemps de la Renaissance, la scultura e le arti a Firenze dal 1400 al 1460, fino al 6 gennaio 2014, museo del Louvre, Parigi 1° arrondissement (louvre.fr ). Il Marco Aurelio di Averlino (intorno al 1400-1445) e Presentazione di Gesù al Tempio (1423) di Gentile da Fabriano. © Dresde, Staatliche Kunstsammlungen ; Thierry Le Mage/Photo Rmn ; Kaï Jünemann ; A. Dequier/Musée du LouvreDossier réalisé par Hortense Meltz